Corso CONI/FIGC - Lezione #14
La quattordicesima lezione è stata un serata double face, divisa fra il prof. Matulli e gli arbitri Pavone e Fedele: nella prima parte abbiamo preso visione del metodo di organizzazione degli allenamenti di Matulli, mentre nella seconda abbiamo affrontato alcune cose relative alle 17 regole fondamentali del calcio.
Con Matulli abbiamo affrontato brevemente come è possibile strutturare un’annata sportiva, dove la stagione viene suddivisa in cicli mensili e poi fin nel dettaglio della singola seduta, tenendo sempre in mente quali sono gli obbiettivi prefissati. Ovviamente in conclusione siamo stati invitati ad individuare il nostro metodo di lavoro.
Nella seconda parte sono intervenuti due arbitri che hanno spiegato in primis come l’arbitro che si presenterà al nostro cospetto, vada (ovviamente) aiutato, in quanto trattasi spesso di ragazzi alle prime armi. Ovviamente le varie cose è emerso come l’assenza di assistenti complichi la gestione della partita. Sta in noi educare i bambini al rispetto, ma soprattutto di fare conoscere le regole: un po’ come avviene per le capacità coordinative (che vanno insegnate nei giusti tempi e modi), allo stesso tempo le regole del calcio vanno radicate, dando la possibilità quindi di non perdersi in inutili proteste, ma soprattutto per aiutare l’arbitro nella conduzione. E’ vergognoso come giocatori che calchino campi di promozione ed eccellenza, ancora non conoscano le regole del giuoco...
In particolare abbiamo affrontato alcuni temi, ma quello che scrivo è da prendere con le molle, vista l'ora e visto che al momento sto consultando solo i miei appunti della serata e non un manuale vero e proprio.
Come ad esempio il tema dei calci di punizione che si dividono in:
Nei falli non esiste l’involontarietà, a meno dei falli di mano. Il fatto di tentare un intervento equivale a farlo con successo (ad esempio un tentato pugno...).
Successivamente abbiamo dibattuto sul fallo di mano, il quale non prevede sempre l’ammonizione. Infatti l’ammonizione è prevista solo per i comportamenti antisportivi e solo se interrompe passaggio destinato chiaramente ad un altro avversario. Per i casi di grave slealtà, i falli sono sanzionabili con l’espulsione (ad esempio il fallo di mano da ultimo uomo o il salvataggio della palla sulla linea sempre con le mani).
Abbiamo puntualizzato che tutte le rimesse in gioco (falli laterali, calci dal fondo, calcio d’inzio e calcio d’angolo) non prevedono la regola del fuorigioco. Inoltre sia per le rimesse che per i calci di punizione all’interno dell’area difensiva, non sono giocabili fino al momento in cui la palla non esce dall’area stessa.
Infine abbiamo concluso con lo sfatare il mito delle distanza giocabile: non esiste alcuna distanza se non quella prevista di 9,15 m; è improbabile che un giocatore che commetta fallo si smaterializzi, ma è altrettanto vero che deve manifestare la propria intenzione di allontanarsi dal punto di battuta per posizionarsi alla distanza regolamentare.
Con Matulli abbiamo affrontato brevemente come è possibile strutturare un’annata sportiva, dove la stagione viene suddivisa in cicli mensili e poi fin nel dettaglio della singola seduta, tenendo sempre in mente quali sono gli obbiettivi prefissati. Ovviamente in conclusione siamo stati invitati ad individuare il nostro metodo di lavoro.
Nella seconda parte sono intervenuti due arbitri che hanno spiegato in primis come l’arbitro che si presenterà al nostro cospetto, vada (ovviamente) aiutato, in quanto trattasi spesso di ragazzi alle prime armi. Ovviamente le varie cose è emerso come l’assenza di assistenti complichi la gestione della partita. Sta in noi educare i bambini al rispetto, ma soprattutto di fare conoscere le regole: un po’ come avviene per le capacità coordinative (che vanno insegnate nei giusti tempi e modi), allo stesso tempo le regole del calcio vanno radicate, dando la possibilità quindi di non perdersi in inutili proteste, ma soprattutto per aiutare l’arbitro nella conduzione. E’ vergognoso come giocatori che calchino campi di promozione ed eccellenza, ancora non conoscano le regole del giuoco...
In particolare abbiamo affrontato alcuni temi, ma quello che scrivo è da prendere con le molle, vista l'ora e visto che al momento sto consultando solo i miei appunti della serata e non un manuale vero e proprio.
Come ad esempio il tema dei calci di punizione che si dividono in:
- diretti, ovvero la cui esecuzione può concludersi con un goal, nel caso di irregolarità commessa in area il calcio di punizione si tramuta in rigore; i falli che prevedono un calcio di punizione diretto sono tutti quelli in cui avviene un contatto o un fallo di mano volontario;
- indiretti, ovvero la cui esecuzione può concludersi con un goal solo dopo un secondo tocco di un giocatore diverso da quello che batte la punizione; i falli che prevedono un calcio di punizione di seconda rimangono tali anche dentro l’area di rigore; l’unico caso in cui a seguito di un contatto è previsto un calcio di punizione indiretto è il contrasto spalla contro spalla a palla lontana.
Nei falli non esiste l’involontarietà, a meno dei falli di mano. Il fatto di tentare un intervento equivale a farlo con successo (ad esempio un tentato pugno...).
Successivamente abbiamo dibattuto sul fallo di mano, il quale non prevede sempre l’ammonizione. Infatti l’ammonizione è prevista solo per i comportamenti antisportivi e solo se interrompe passaggio destinato chiaramente ad un altro avversario. Per i casi di grave slealtà, i falli sono sanzionabili con l’espulsione (ad esempio il fallo di mano da ultimo uomo o il salvataggio della palla sulla linea sempre con le mani).
Abbiamo puntualizzato che tutte le rimesse in gioco (falli laterali, calci dal fondo, calcio d’inzio e calcio d’angolo) non prevedono la regola del fuorigioco. Inoltre sia per le rimesse che per i calci di punizione all’interno dell’area difensiva, non sono giocabili fino al momento in cui la palla non esce dall’area stessa.
Infine abbiamo concluso con lo sfatare il mito delle distanza giocabile: non esiste alcuna distanza se non quella prevista di 9,15 m; è improbabile che un giocatore che commetta fallo si smaterializzi, ma è altrettanto vero che deve manifestare la propria intenzione di allontanarsi dal punto di battuta per posizionarsi alla distanza regolamentare.
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