Leicester City Footbal Club

Il mio amore per il Leicester City Football Club è facile da descrivere: è un po' come quando durante la gita di terza media ti innamori della ragazza più racchia del pullman perchè scatta quell'alchimia che te la fa apparire come la più appetibile e poi te la ritrovi anni dopo che è Miss Italia.
Tutto è nato durante le lunghe sessioni notturne di gioco a Football Manager assieme al mio amico Paolo: avevamo (poi nel frattempo sono arrivati i figli) l'abitudine di iniziare il gioco includendo i gironi di Italia, Spagna, Inghilterra e Scozia, con qualche new entry di tanto in tanto per esplorare nuove realtà.

Ed un dado decideva per noi i campionati e da che squadre iniziare, poi ognuno prendeva la sua strada. Durante quelle nottate fra i panini di Mc Donald's e rutti a base di Coca Cola, birra e patatine post allenamento (perchè sì, all'epoca giocavo ancora a calcio) si veniva contattati da squadre più o meno note, assecondando la volontà di sperimentare nuove realtà da manager tuttofare, abbandonando compagini divenute vittoriose per accettare scommesse improbabili. Sono tante le squadre che ho allenato senza mai cercare di arrivare, chennesò, alla Juventus, squadra per cui simpatizzo da sempre (in principio ero invece proprio tifoso, poi con il tempo ho capito che ci sono cose più importanti oltre al calcio), o squadre della zona come ad esempio il Cesena o il Forlì: dal Borgo a Buggiano al Brindisi, dal Racing Santander all'Hibernian, dal Gillingham al Potenza. Ma tra tutti quei flirt arriva il grande amore che non ti aspetti, quello che per anni, edizioni dopo edizioni di FM nel mio caso, vai ricercare anche se non ti vuole più, perchè tu sai in cuor tuo che è vero Amore! Sì, il Leicester! Ed è così che poi mi sono affezionato sul serio, anche nella vita reale.

Prima su Facebook, poi su Twitter, o ancora su Instagram, cominci a seguire le gesta dei tuoi giocatori (il mio capitano Andy King, il portierino Schmeichel, ...). In Championship o Premier non importa, arrivi ad ipotizzare anche una vacanza nel centro dell'Inghilterra e di assistere ad una partita di un campionato inglese, magari di andarci con tuo figlio. E quando scopri che la TV italiana trasmetterà le partite in chiaro della Championship, un po' ti rammarichi del fatto che finalmente è tornato in Premier League e che hanno ingaggiato giocatori del calibro di Cambiasso...
E così ogni anno vai sullo shop ufficiale con voglia di toglierti uno sfizio ed alla fine invece ti ritrovi a questo punto della storia che pur di avere la maglia numero 9 di Jamie Vardy la compri su eBay perchè non si trova più da nessuna parte! Appassionato come sono di maglie da gara, non posso non desiderare quella dell'operaio di Sheffield: l'emblema dell'ascesa sociale conquistata a testa bassa facendo a sportellate con il mondo senza mai tirare indietro la gamba e mettendoci sempre la faccia, la sua carriera come metafora della vita. Un mix letale di qualità prese a prestito da un sacco di giocatori: un po' Hubner per la progressione e la prepotenza, un po' Inzaghi per il fiuto del goal, un po' Bergkamp per la tecnica, un po' Shevchenko per come si muove fra le linee e un po' un giocatore ignorante di terza categoria per la continua pressione sugli avversari.

Questo Leicester, che in Vardy ha trovato il suo condottiero che a suon di goal e record ha attirato l'attenzione dei mass-media ancor prima dell'insolita posizione in classifica, composto da semisconosciuti di grandissima qualità e grazie alla pacatezza di sir Ranieri, vive di una magia che non può non coinvolgere.

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