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Come mi capita da un po’ di tempo a questa parte tutte le volte che mi propongono di andare a ballare, non sono mai troppo convinto: dopo il lavoro, cambiarsi e rimettersi in moto, mi chiede uno sforzo incredibile… sì, sono pigro. Ma questa volta ormai l’avevo promesso. Ci siamo trovati per andare alla presentazione dei corsi di Sabor Latino: prima hanno presentato il corso principiante di cubana, poi un po’ di bachata, dimostrazione di due corsi avanzati su salsa cubana, una canzone di rueda e poi il quello di salsa portoricana. Dopo che in molti hanno cercato di spiegarmi cosa significava ballare sul due, finalmente ho visto (e provato) a ballare sul due. È come ballare sulla base cha cha, solo che, anziché fare il passo in avanti con il sinistro all’uno, si carica il peso sulla punta del piede sinistro per spostare il piede destro indietro al due e richiamare il sinistro al tre.
Devo riconoscere che Mauro, il maestro della scuola, è stato molto bravo e se fossi stato un principiante forse avrei davvero capito molte cose: mi è piaciuto come ad esempio (per i principianti) è passato dalla base laterale alla base normale, semplice e chiaro. A parte che il maestro parla come Marco Della Noce quando imita Oriano Ferrari.
Però un po’ mi sono sentito in colpa… sono “cresciuto” con Salsavelada per cui curo il sito; in ordine di appartenenza ci sarebbe poi Pueblo Latino, nata dalla scissione di Salsavelada, quando Ivan, il maestro, se ne è andato; seguire un corso in una terza scuola mi sembra strano. Diciamo che il ballare sul due è intrigante, ma non so se basta. Di fatto però mi posso gestire una sola serata di lezioni, un po’ per il calcio e un po’ per la morosa, e questo giorno sarebbe il lunedì, giorno in cui ha allenamento. Una cosa che detrae dei punti è il fatto di dover fare l’abbonamento mensile, trimestrale o annuale. Le altre due scuole citate, invece, permettono di seguire le lezioni pagandole singolarmente. Si vedrà.
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